Mille Perché Il Blog!

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A questo punto il 4 dicembre ambisce a soppiantare il 25 aprile come giorno della Liberazione: ancora dieci giorni e cose il cnel del referendum non saremo più vittime consapevolissime di questa deprecabile (su ambo gli schieramenti) e avvilente campagna referendaria (ripensando alle amministrative di giugno, i dibatti di allora raffrontati a questi ci paiono chiacchierate tra filologi e glottologi d’età illuminista). La riforma sottoposta a referendum costituzionale il 4 dicembre – e bocciata – prevedeva tra le altre cose anche la soppressione del CNEL, forse l’unica cosa su cui erano sostanzialmente d’accordo anche i partiti e i movimenti che avevano fatto campagna elettorale per il No. Quanto alle Province, è vero che erano già state abolite, ma, proprio a seguito di ciò, era necessario un riordinamento costituzionale dell’articolazione amministrativa del territorio, non è un aspetto centrale della riforma.

Riforma costituzionale Renzi Boschi, ora cominciano a svelare l’altra faccia della medaglia. Una domanda un pochino più seria però sopraggiunge ora che il baratro politico e comunicativo è stato toccato: ma forse non era il caso di ritoccare in primis l’articolo 138, quello che tra le altre cose prevede il referendum consultivo sulle leggi di revisione costituzionale? La prospettiva geopolitica del referendum italiano esiste, non è un elemento estraneo, pochi la analizzano perché è più redditizio concentrarsi sulle zuffe da pollaio tra fautori del sì o del no. Quanto agli aspetti economici, ai problemi legati alla fase introduttiva dell’euro e dei parametri europei, sono materie sulle quali o non si può più fare nulla, o si deve intervenire nel merito specificamente. Su questo punto, almeno, in materia di trasparenza forse anche i Suoi amici hanno progressi da fare. Lei loda la maggiore trasparenza del movimento al quale è iscritto: nel merito devo osservare che vengo a sapere delle attività in Russia di questo movimento solo grazie a contatti sul posto e alla mia regolare frequentazione dei media di Mosca.

Aggiungo che se gli italiani sapessero cosa sta veramente succedendo in Russia e capissero ciò che si dice nei media di Mosca (quelli veri, non quelli in inglese, controllati dal Governo anche quelli, ma addolciti per non inquietarci troppo), non avrebbero dubbi sul contesto internazionale in cui si inserisce il loro referendum. Un referendum costituzionale per l’abolizione del CNEL, tra altre cose. Infatti il terzo referendum costituzionale italiano, quello del 4 dicembre 2016, poneva anche – come quesito – l’abolizione del CNEL. Questo ci dice già, molto velocemente, che il CNEL è qualcosa sancito dalla Costituzione della Repubblica Italiana… Da citare, oltre alla Costituzione che lo prevede, va detto che è importante la legge n° 33 del 5 gennaio 1957 che ne sancisce la costituzione. La modifica della legge sul lavoro non ha rilievo costituzionale, è frutto del normale iter legislativo, è stata approvata a maggioranza e se non piace chiunque può cambiarla, a patto di conseguire nuovamente la necessaria maggioranza.

È organo di consulenza delle Camere e del Governo per le materie e secondo le funzioni che gli sono attribuite dalla legge. Questo organo di consulenza del Parlamento italiano e del Governo italiano ha la funzione di, come recita l’articolo 99 della Costituzione: “consulenza delle Camere e del Governo per le materie e secondo le funzioni che gli sono attribuite dalla legge“. E’ la ragione per la quale su certe materie non si dovrebbero indire referendum. Non vedo ragione per la quale non dovrei pubblicare il Suo commento e nemmeno perché le differenze di punti di vista debbano essere introdotte da un «purtroppo.» L’unico problema, nel Suo commento, se vogliamo trovarne uno, è il mischiarvi cose diverse.

Forse eviterebbero di scannarsi sul numero di parlamentari o sul CNEL e prenderebbero le cose più sul serio. E quando gli si chiede “È convinto che il Cnel serva? Gli italiani si sono espressi, in maniera abbastanza netta, dichiarando di non voler accogliere il quesito referendario che modificava la Costituzione. Se anche esistesse, nei Paesi europei, una propaganda pro-Europa, come la chiama Lei, questa si eserciterebbe verso un’Unione di cui gli Stati membri fanno parte per libera scelta, ne condividono gli indirizzi in un Parlamento e in istituzioni comuni e, per giunta, come si è visto, possono anche uscirne, se vogliono. Purtroppo, la maggior parte delle persone ne è ignara, nella vita si occupa, comprensibilmente, di tutt’altro e se glielo si dice fa spallucce. Mi ha colpito, certo, la facilità con cui una parte della politica e dell’informazione ha sottovalutato il ruolo del CNEL, organo di rilevanza costituzionale, ma le cui origini risalgono agli inizi del ‘900.



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